venerdì 31 ottobre 2008

Intervista di City.it

Allego un'interessante intervista del giornale cartaceo gratuito City inerente l'integrazione di bambini e ragazzi non italiani nelle nostre scuole; ritengo sia importante questa lettura e condivido questo punto di vista, segue:

Professoressa Guarnieri, è lo stessa cosa insegnare a bimbi solo italiani o ad alunni di nazionalità diverse?

Cambia molto, soprattutto se i bambini non sanno parlare bene l’italiano! Noi abbiamo dovuto rivoluzionare l’insegnamento.

Montespertoli è un comune della provincia fiorentina, non una grande città. Quanti stranieri per classe avete?

Almeno quattro. E sono sempre più numerosi. A volte arrivano in prima media che non sanno una parola d’italiano.

E voi cosa fate?

Abbiamo attivato dei laboratori misti. Nelle ore “operative”, disegno, ginnastica, musica, cerchiamo di lasciarli in classe. Quando ci sono italiano, storia, tutte quelle materie che non possono seguire se non sanno la nostra lingua, li portiamo a fare i corsi L2. Per un’ora al giorno.

Cosa significa corsi L2?

Per l’apprendimento della seconda lingua, che nel caso di una ragazzina cinese, per esempio, è proprio l’italiano. Il metodo di insegnamento è diverso: i bimbi sanno già parlare e scrivere, ma in arabo, in polacco o in filippino. Noi, allora, insegniamo loro l’italiano trasversale.

Italiano trasversale? Cos’è?

Una lingua che si impara “facendola”. Iniziamo, ad esempio, facendo misurare loro un quadrato: mostriamo cosa significa “più lungo” o “più corto”. Da lì i bimbi capiscono anche cos’è un piano. Dal piano si passa ad “aeroplano”, un mezzo che vola sul piano...

Andate per associazioni, insomma.

Sì, è così i ragazzi imparano a farlo anche da soli con le parole nuove. Che so: plani-sfero.

Non sarebbe più semplice metterli in classe separate di inserimento, come dice la Lega?

No, guardi. Intanto i bimbi polacchi, cinesi o marocchini hanno problemi diversi con la lingua. E poi i laboratori funzionano perché sono misti e il resto del tempo i bimbi lo passano in classe. Imparano dai loro compagni, con cui devono parlare quotidianamente.

Quanto tempo ci vuole perché possano interagire normalmente con gli altri?

Se partono da zero, con il metodo che abbiamo sviluppato in 10 anni di sperimentazione e aggiornamento, ci vuole il primo quadrimestre. È chiaro che ci aiuta tantissimo l’inserimento nella classe: è la classe che insegna al bambino.

Per i bambini stranieri è meglio così. Ma gli italiani non imparerebbero di più da soli?

La convivenza è un’opportunità anche per i bimbi italiani. Diventano più umani, tolleranti e collaborativi. È uno scambio alla pari. E viaggiano stando fermi: i ragazzi che vengono qui ci danno la possibilità di conoscere il mondo. È un modo per abbattere le frontiere.

Ok, è una crescita dal un punto di vista umano. E le nozioni?

Non solo: anche per i contenuti. Ho cambiato completamente il modo di insegnare la geografia, per esempio. Adesso, in prima, partiamo dal mondo: non dall’Italia. E i bimbo stranieri raccontano il loro Paese.

Funziona meglio?

Sì, perché è apprendimento vissuto. Mohammed, per esempio, spiegò che Gibilterra in arabo significa il promontorio di Tariq, dal nome di un condottiero. Un ragazzino commentò: “Siamo fortunati ad averlo in classe, ci spiega quello che sui libri non c’è: così la geografia è ganza!”.

Cosa fate quando i bimbi si portano dietro concezioni sbagliate?

Li educhiamo, come con gli altri. C’era un bimbo albanese che diceva alla sorella: “Schiava, portami la cartella”, perché era femmina. Abbiamo lavorato con tutti e due sulla parità, il senso dei diritti e dei doveri.

Nessuno sconto, quindi?

No, il pietismo fa male. Dobbiamo educare i ragazzi, non insegnare loro ad avere tutto senza dare niente.

Secondo lei di cosa ha bisogno la scuola per funzionare meglio?

Di meno discorsi e di più soldi. Ora i laboratori li facciamo perché li finanziano gli enti locali e l’istitutoo. E il materiale didattico spesso lo pago io. Non è giusto.

mercoledì 22 ottobre 2008

Indennizzo mensile abbonati Regione Piemonte Trenitalia

Indennizzo Abbonati Piemonte, dalla pagina di Trenitalia

Normativa Bonus 

In che cosa consiste il bonus? 
Il Bonus consiste nel rimborso di parte del prezzo dell’abbonamento. 

Quando ho diritto al bonus? 
Quando gli indici di affidabilità e puntualità del servizio offerto da Trenitalia in Piemonte, non raggiungono gli obiettivi concordati nel contratto di Servizio stipulato con la Regione Piemonte 

Quando posso riscuotere il Bonus? 
Il rimborso avviene per ogni bimestre, nel periodo centrale del successivo mese pari (aprile, giugno, …) in giorni che sono comunicati tempestivamente su questo sito e con apposite locandine affisse in stazione, previa restituzione dell’abbonamento del mese verificato. 

Come si determina il bonus? 
Il valore del Bonus viene determinato verificando mensilmente i fattori di affidabilità e puntualità dei servizi ferroviari regionali di Trenitalia, nei giorni lavorativi dal lunedì al venerdì, con arrivo nella stazione di destinazione programmato nella fascia oraria 6.00 - 9.00 e con partenza dalla stazione di origine programmata nelle fasce orarie 12.30 - 14.00 e 16.30 - 19.30. 

A quali tipologie di abbonamenti vengono applicati i bonus? 
Il bonus compete agli abbonati mensili e annuali alle tariffe 40/13/Piemonte e 41/13/Piemonte, con alcune esclusioni. 
Per quanto riguarda gli abbonamenti a Tariffa 41/13 il Bonus spetta: 
1. ai possessori di abbonamenti per relazioni comprendenti espansioni su tratte Trenitalia (41/13/F, 41/13/H, 41/13/L); 
2. ai possessori di abbonamenti per relazioni interne all’Area Integrata (41/13/B, 41/13/D, 41/13/I) con origine e destinazione in località con servizi Trenitalia, obliterati presso Stazioni FS, con esclusione delle relazioni interamente comprese nelle Zone U e A. 

Quali sono gli abbonamenti esclusi? 
Il Bonus non spetta: 
1. ai possessori di abbonamenti Formula con espansioni non Trenitalia; 
2. ai possessori di abbonamenti Formula per relazioni interamente comprese nelle Zone U e A; 
3. ai possessori di abbonamenti Formula per relazioni interne all’Area Integrata con origine e/o destinazione in località non servite da Trenitalia; 
4. ai possessori di abbonamenti Formula per relazioni interne all’Area Integrata non obliterati presso Stazioni FS; 
5. ai possessori di abbonamenti settimanali a qualsiasi tariffa; 
6. ai possessori di abbonamenti e di supplementi rilasciati a qualsiasi altra tariffa (21, 22, 23, Piemonte Integrato, 40/AS, ecc…) 

Dove posso richiedere il bonus per il mio abbonamento mensile? 
Presso le Biglietterie Trenitalia del Piemonte. 

Cosa devo fare per ottenere il Bonus? 
Per ottenere il bonus deve consegnare gli originali degli abbonamenti. 


Posso chiedere il bonus e la detrazione fiscale? 
Si, se intende conservare gli originali per fruire delle detrazioni fiscali previste dalla Finanziaria 2008 (legge n. 244 del 27/12/2007, art. 1 comma 309), deve consegnare l’apposito modello di richiesta bonus/quietanza, (vedi allegato) compilato e sottoscritto a sua cura (il modello consente di inserire fino a 6 abbonamenti, intestati alla stessa persona), allegare una fotocopia degli abbonamenti (anche del retro se reca dati significativi: obliterazione, numero di serie), esibire gli originali degli abbonamenti, su cui la biglietteria apporrà apposito timbro. 
L’originale dell’abbonamento, che ha valore di scontrino, è l’unico documento utile per ottenere la detrazione fiscale, per cui a tal fine risulta superflua l’emissione della fattura. Gli abbonamenti che danno titolo alla detrazione fiscale sono quelli acquistati nel 2008. In caso di abbonamenti che non recano in chiaro la data di acquisto fa fede la data di inizio di validità. La detrazione compete per il limite di spesa di Euro 250 per contribuente (compresi i famigliari a carico). Per gli abbonamenti che non recano in chiaro il prezzo, la tabella dei prezzi sarà fornita all’Agenzia delle Entrate a cura delle imprese di trasporto. 


Posso richiedere il bonus per il mio abbonamento mensile acquistato in internet? 
Si, il bonus per abbonati del Piemonte, su presentazione di abbonamento acquistato in internet, può essere accordato previa autorizzazione della Direzione Regionale Piemonte, richiesta tramite le Biglietterie Trenitalia del Piemonte. 


Entro quanto tempo devo richiedere il Bonus? 
La richiesta di Bonus deve essere fatta entro il 6° mese dalla data di scadenza dell’abbonamento. 


Per richiedere il bonus posso usare il modulo scaricato da questo sito? 
Sì. È possibile scaricare il modulo per l’abbonamento mensile o annuale, se, per usufruire della detrazione fiscale per abbonamenti acquistati nel 2008, vuole trattenere l’originale dell’abbonamento. 

lunedì 20 ottobre 2008

Per non favorire i virus influenzali

Ho già espresso in altro mio post il mio personale punto di vista sui vaccini antifluenzali. E' di oggi la notizia sui giornali, che comunque, delle semplici precauzioni, possono aiutare a ridurre la probabilità di ammalarsi della classica influenza stagionale e patologie ad essa connesse.

In particolare, secondo Vittorio Demicheli, direttore dell'assessorato alla Tutela della salute e sanità, è opportuno lavarsi frequentemente le mani, avere una buona igene respiratoria, consumare con regolarità un'abbondante quantità di frutta e verdura, evitare i luoghi troppo affollati, utilizzare un abbigliamento idoneo per la temperatura esterna. "Questi piccoli accorgimenti", ha spiegato, "possono ridurre di molto non soltanto la trasmissione del virus influenzale, ma anche tutte le malattie da raffreddamento in generale".

giovedì 2 ottobre 2008

Abolire il canone RAI

dal sito Internet di Punto-Informatico:

La campagna di informazione e denuncia che da anni porta avanti ADUC per l'abolizione del Canone RAI fa scuola: una nuova iniziativa lanciata da Utelit ha raccolto 25mila firme ma punta a raccoglierne un milione.

Utelit ha messo a disposizione online un form dove è possibile sottoscrivere la petizione che chiede l'abolizione del Canone. In realtà si tratta di una adesione che comprende non solo l'adesione alla campagna ma anche alla stessa associazione Utelit: chi firma diventa anche Socio Ordinario a titolo gratuito dell'Associazione. Questo significa che se mai si raggiungesse il milione di firme, Utelit potrebbe dire di aver raggiunto un milione di associati, e certo non sono molte le associazioni nazionali di qualsiasi genere che possono vantare tali numeri.

L'Associazione ha anche presentato nei giorni scorsi quello che ha definito "Libro Bianco", dove sono raccolti circa 8mila commenti inviati dagli utenti del sito Utelit, e che dovrebbero far riflettere tutti, a partire da coloro che siedono nella stanza dei bottoni, sulla effettiva opportunità di rimuovere l'odiato balzello del canone. [continua]

» Vai alla pagina della petizione



 
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